Emergenza Ucraina - Diario di Viaggio dei volontari in Romania: "...E poi mi ha regalato un peluche"
Mariagrazia Manna
Melania è la nostra portavoce dalla Romania, anzi no, la nostra voce. Ma anche i nostri occhi, le nostre orecchie, le nostre mani e i nostri piedi. E naturalmente il nostro cuore.
Ogni sera Melania, con grande generosità, dopo una giornata trascorsa a "servire" mamme e bambini stanchi, ammalati, tristi, spaventati - lo fa insieme agli altri volontari - dedica un pò del suo prezioso tempo a raccontarmi la sua giornata.Abbiamo deciso di farlo prima della partenza per non dimenticare. Ma anche per avere uno sguardo dall'interno, come testimoni e non come solo spettatori. Per raccontare a noi e a voi e capire meglio cosa stesse accadendo, verificando fino a che punto è stata necessaria la presenza del team di Celebration Italia in questo posto e di tutti gli altri volontari. Ora lo sappiamo, indispensabile.
Le giornate tra ieri e oggi sono state delicate e faticose. C'è da mettere in ordine, preparare le camere, le postazioni di coloro che partono e i nuovi rifugi per quelli che arrivano. Si puliscono i bagni, si prepara la cena e la si serve, si mettono in ordine i letti e soprattutto si dedica del tempo per stare con loro, per farli sentire amati e accolti, mamme e bambini.
Affinché loro sentano in qualche modo, in qualunque modo, che non sono abbandonati a se stessi.
Una partita di pallone per esempio può rendere più leggera una giornata pesante, o qualche altro gioco per svuotare la mente dai brutti pensieri.
Talvolta ci sono gli imprevisti di salute che occorrono a tutti i bambini, come per esempio una brutta influenza, e allora si corre a consolare la mamma e perché no, a pregare con lei che quel brutto momento passi in fretta.
Non vedete Dio in tutto questo? Ci si carica del tempo altrui e per qualche ora, o forse qualche giorno si cerca di alleviare il dolore di queste persone spogliate dalla guerra. E conta tutto, sguardi, sorrisi, abbracci, parole, conta tutto per farli stare meglio.
Il guadagno di questo piccolo grande sacrificio è enorme, come un regalo inaspettato. "Stavamo giocando con i bambini - racconta Melania - quando una piccolina corre da me e mi regala il suo peluche. Sono rimasta a bocca aperta dall'emozione. Vi rendete conto? A volte quel peluche è tutto ciò che hanno e lei me l'ha regalato. Un dono preziosissimo".
Non vedete Dio in tutto questo? Ci si carica del tempo altrui e per qualche ora, o forse qualche giorno si cerca di alleviare il dolore di queste persone spogliate dalla guerra. E conta tutto, sguardi, sorrisi, abbracci, parole, conta tutto per farli stare meglio.
Il guadagno di questo piccolo grande sacrificio è enorme, come un regalo inaspettato. "Stavamo giocando con i bambini - racconta Melania - quando una piccolina corre da me e mi regala il suo peluche. Sono rimasta a bocca aperta dall'emozione. Vi rendete conto? A volte quel peluche è tutto ciò che hanno e lei me l'ha regalato. Un dono preziosissimo".
E in serata poi l'arrivo di 11 orfani, bambini meravigliosi senza genitori, completamente soli. Un dolore accoglierli ma proprio per questo anche tanta forza e tanti sorrisi per loro. Di seguito il resto del racconto della nostra inviata speciale di questa giornata difficile:
"Oggi è stato faticoso ma bello - mi conferma Melania - tra tanto lavoro sono riuscita a ritagliarmi un po' di tempo con questi 11 angeli che Dio ha inviato qui. Nella mattinata è andato via un pullman per la Spagna e molti cuccioli e donne con cui avevamo molto legato sono andati via, le mamme sono state tanto affettuose e riconoscenti.
Vedere nei loro sguardi la voglia di iniziare una nuova vita, riabbracciare persone che per loro sono casa è una grande emozione. Poi dall'Italia è arrivato un altro tir di viveri, e devo dire che di questo sono proprio fiera del nostro paese, sappiamo essere generosi e ascoltare il bisogno del nostro prossimo al momento giusto, senza remore e con abbondanza.
Proprio come ci insegna il nostro amato Gesù nel pomeriggio ho abbandonato tutto e mi sono dedicata ai mitici bambini, agli 11 guerrieri coraggiosi che affronteranno la vita da soli ma Dio non li abbandonerà perché c'è scritto che Dio è il padre degli orfani. Ad ogni modo abbiamo fatto amicizia e fatto insieme tanti giochi ed infine una buona merenda.
Arriva poi il momento della cena e subito un altro pullman diretto in Italia: gran parte del rifugio và via. Li abbiamo nuovamente accompagnati al bus e abbiamo anche potuto salutare un uomo pregando per lui, per la sua famiglia ed il suo futuro. E' stato un onore.
Infine prima di andare a letto abbiamo dedicato ancora del tempo ai nostri piccoli guerrieri tra risate e giochi. Si, è stata una giornata ricca, di emozioni, speranza e fiducia in Dio perché sappiamo che il nostro è un Dio buono e fedele".
A domani ragazzi, buon lavoro, tanta forza per voi. Grazie per essere lì.
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