Passa ai contenuti principali

Emergenza Ucraina, al Kozak Village di Caserta cena di beneficienza per la Festa del Papà

 Alcune delle donne rifugiate e ospitate dal Kozak Village saranno in sala per conoscere e parlare con coloro che parteciperanno alla serata di beneficienza

L'iniziativa sarà ripetuta anche per il pranzo di domenica 20 marzo

Come vi avevamo raccontato qualche giorno fa parlando dell'emergenza profughi in fuga dalla guerra in Ucraina, continua il momento di particolare difficoltà, soprattutto economico e di approvvigionamento - nonostante il grande desiderio di solidarietà - che la comunità casertana sta riscontrando.

Proprio il Kozak Village, il centro culturale, ricreativo e di ristorazione che per primo ha accolto i profughi in arrivo a Caserta il 1 marzo scorso, sta cercando delle soluzioni attraverso alcune iniziative messe in campo. Come per esempio la cena di Beneficienza per la Festa del Papà che si terrà sabato 19 marzo.

"Una iniziativa benefica per aiutare tutti i papà che stanno combattendo in Ucraina", cita la locandina, il cui ricavato andrà direttamente alle famiglie di quegli uomini che sono rimasti in patria a combattere.

La cena si terrà presso il ristorante ucraino Kozak Village, in via Marzano 5 a Caserta, (traversa di via Giulia) nella zona del Parco Cerasole, alle ore 20.00

A gestire l'attività lo ricordiamo, Ruslana Burko, presidente delle federazioni ucraine del Centro-sud Italia, diretta collaboratrice di Padre Igor Danylchuk - da anni riferimento della chiesa ucraina sul territorio - ed i suoi familiari, suo marito ed il figlio Yuri.

Ruslana e la sua famiglia stanno lavorando moltissimo per sostenere ed aiutare i propri connazionali in difficoltà, in pochi giorni i primi 16 rifugiati sono diventati 22, e tutti loro da operatori commerciali si sono trasformati in operatori umanitari h 24, diventando un vero e proprio centro di smistamento per tutto il materiale da inviare al confine dell'Ucraina o dove serve, ma anche per aiutare i nuovi rifugiati in arrivo, poterli collocare con amici, conoscenti o familiari, aiutarli all'inserimento. Di tutto.

Insomma un vero e proprio lavoro, anche faticoso mentre la gestione dell'attività che si occupa di ristorazione e cerimonie, è ovviamente ferma, nessuna famiglia ucraina in questo momento va a cena fuori o organizza delle feste.

Sapevamo che i problemi non sarebbero mancati, accoglienza significa anche adattamento e impegno economico, ma adesso la solidarietà e la generosità di chi accoglie va aiutata e a sua volta sostenuta.

Le persone con molta generosità continuano a portare coperte, cibo, abbigliamento, prodotti per l'igiene personale, tutto utile certo, ma non utile a pagare utenze, tributi, gli obblighi commerciali del ristorante e della casa.

Il Kozak Village devolverà parte dell'incasso alle famiglie degli uomini che sono rimasti in patria a combattere. La stessa iniziativa sarà ripetuta anche domenica 20 marzo per il pranzo.

 

 

 

Commenti

Post popolari in questo blog

Ciò che vedo in città

  Ciò che vedo in città "Ciò che vedo in città" è una realtà nata nel 2010. Facebook era arrivata in Italia da un annetto e l'esperimento di fotonotozie e giornalismo dal basso che metteva al centrole segnalazioni dirette dei cittadini principalmente attraverso le immagini, era assolutamente nuova e originale. Con "Ciò che vedo in città", ha dato voce alla comunità di Caserta e dintorni, affrontando temi locali con passione e dedizione. Attraverso questa piattaforma, ha trattato una vasta gamma di argomenti, dalle questioni sociali alla cultura, fornendo un servizio importante di informazione e connessione per i cittadini. La sua dedizione nel raccontare la realtà locale ha contribuito a portare all'attenzione questioni di interesse pubblico e storie della comunità. La mission prioritaria era ed è quella rispondere alla necessità dei cittadini di Caserta di avere un luogo per segnalare problematiche locali e promuovere un cambiamento positivo. Fondata come s...

Attività

GAR Caserta, il Gruppo di Autosostegno anche online: “Due appuntamenti settimanali per combattere l’isolamento”

Manna: “ Con l’istituzione del Punto Ascolto raccogliamo numerose chiamate e richieste di aiuto, molte sono le figlie che chiamano per le mamme”